MOSTRA ANTOLOGICA

GALLERIA CIVICA DI ARTE MODERNA DI GALLARATE (VARESE) 

21 gennaio /20 marzo 1993

INTRODUZIONE STORICO-CRITICA

CENNI SU PARTECIPAZIONI DI OSPITI IMPORTANTI, CURATORI E CRITICI PRESENTI 

INTRODUCTION HISTORICAL CRITICISM

NOTES ON SHARES OF HOSTS IMPORTANT, CURATORS AND THESE CRITICAL

Una importante commissione della Galleria Civica di Arte Moderna di Gallarate (Varese) (di cui faceva parte anche lo studioso e critico milanese Gillo Dorfles) decise, nel 1993, di invitare l'artista Gianni De Tora ad esporre opere per una sua antologica che potesse dar conto dei suoi primi trent'anni di carriera (1962-1992).

L'invito allettante fu considerato utile e importante, pur non provenendo dalla sua terra d'origine (Caserta) o elettiva (Napoli) che potessero rendergli omaggio.

Una cinquantina di dipinti in tecnica mista (si rividero anche gli oli con sabbia di fiume) furono esposti e apprezzati da pubblico e critica; il catalogo fu redatto appositamente con testi inediti di Matteo D'Ambrosio e Silvio Zanella.

L'esposizione sostanzialmente dava conto- come dice Enzo Battarra in quegli anni -  “….del lungo e costante impegno dell'artista napoletano alla ricerca di una scomposizione geometrica che si distaccasse prepotentemente dalle tendenze in corso in quegli anni.... Sicuramente le esperienze iniziali degli anni '60 lo portarono da una figurazione espressionistica ad una pittura informale di tipo più materico ….un informale «spinosiano» tanto di moda in quegli anni. E' una protesta poderosa e dai contorni sociali di grande impegno e intensità che permette ad un'intera generazione di pittori di prendere le distanze da una pittura "eletta" per calarsi senza vincoli nelle più atroci espressioni di un malessere napoletano.

Gli anni '70 simboleggiano sicuramente per De Tora il momento di riflessione più intenso: la sua pittura si «congela» perdendo gran parte della forte componente pop per intraprendere il cammino del concettuale geometrico.....Le attività del gruppo «Geometria e ricerca», nato nel '76, portano l'artista allo scandaglio dell' elemento colore e delle sue ferree leggi percettive, trasformandolo in oggetto della speculazione pur restando l'unico protagonista materiale dell'opera.......

Ma la ricerca di De Tora va oltre e negli anni '80 gli spazi geometrici si riempiono di segni, di cancellazioni, di parole, di materia, in un lungo colloquio con se stesso e con una pittura che fino ad allora aveva cercato di dominare sotto le perfette campiture di colore....

E la sua ultima produzione offre senza timori il netto ritorno alla pennellata più libera, anche se definita in strutture geometriche espansibili e dai contorni ormai rosi dall'intervento dell'uomo....” .

La mostra fu presentata dal Direttore prof. Silvio Zanella e offrì l'opportunità al De Tora di riincontrarsi con lo storico francese Pierre Restany, presente al vernissage. Furono inoltre presenti nomi della cultura e dell'arte del territorio lombardo come Grazia Chiesa, Direttore dell'importante rivista nazionale di cultura D'ARS di Milano ed altri fra galleristi e personaggi pubblici di rilievo.

 

An important committee of the Civic Gallery of Modern Art in Gallarate (Varese) (which was also part of the scholar and critic Milan Dorfles) decided, in 1993, to invite the artist Gianni De Tora to exhibit his works for a retrospective that could give an account of his first thirty years of his career (1962-1992).

The invitation was tempting considered useful and important, but not coming from his homeland (Caserta) or elective (Napoli) that they could pay their respects.

Fifty paintings in mixed media (oils also met again with river sand) were exposed and appreciated by audiences and critics; the catalog was written specifically with unpublished texts by Matteo D'Ambrosio and Silvio Zanella.

The exhibition basically gave account- says Enzo Battarra in those years - "... .of the long and constant commitment of the Neapolitan looking for a geometric decomposition which forcefully divorced from current trends in those years .... Surely initial experiences of the '60s led him to a figurative expressionist painting to a more informal type of matter ... a informal "spinosiano" so fashionable in those years. It 'a protest and powerful contours of great social commitment and intensity that allows an entire generation of painters to distance itself from a painting "elected" to rappel without constraints in the most heinous expressions of discomfort Neapolitan  The 70 De Tora symbolize definitely for the more intense moment of reflection: his painting "freezes" losing much of the strong pop element to take the path of conceptual geometric ..... The activities of the group "Geometry and research "Born in '76, led the artist to the sounding of 'element color and its iron laws of perception, turning it into object of speculation while remaining the only protagonist of the work material .......

But the research of De Tora goes further and in the 80 spaces are filled with geometric signs, of cancellations, of words, of matter, in a long conversation with himself and with a painting, which until then had tried to dominate under the perfect fields of color ....

And his latest production offers without fear the net return to the brushstroke freer, although defined in geometric structures and expanding contours now gnawed by man .... ".

The exhibition was presented by the Director prof. Silvio Zanella and offered the opportunity to De Tora of riincontrarsi with the French historian Pierre Restany, who attended the vernissage. It was also present names of culture and art of Lombardy as Grace Church, Director of the important national magazine of culture D'ARS Milan and others among gallery owners and public relief.

ELENCO DEI PRINCIPALI ARTICOLI SCRITTI PER LA MOSTRA SUI MEDIA 

 

  • Mario Florio – Rivista Arte e Carte n. 11, marzo 1993

  • Mario Forgione – Il Denaro, 29-3-1993

  • Mario Forgione – Il Denaro, 23- 9-1992

  • Redazionale – Lombardia Oggi, 27-2-1993

  • Enzo Battarra – Il Giornale di Napoli , 6-5-1993

  • Andrea Nania – La Prealpina, 7-3-1993

  • Matteo D'Ambrosio – testo in catalogo, 1993

  • Silvio Zanella – testo in catalogo, 1993

LIST OF KEY ARTICLES WRITTEN FOR THE EXHIBITION IN THE MEDIA

ODE A DE TORA

 

NON SARA’ MAI TOTALE

IL RECUPERO DELLA GEOMETRIA

UNA DOLCE ANGOSCIA ESISTENZIALE

SPALMA DI MIELE

LE PROSPETTIVE ESTESE ALLA ROTHKO

LA DIMENSIONE ONIRICA

ANIMA SOTTO FONDO LE STRUTTURE PALESEMENTE

ELEMENTARI

GLI SPETTRI GESTUALI

INCRINANO LA GRAVIDA MAESTÀ’

DEI TRIANGOLI INVERSATI

STRANA ALCHIMIA DELLE PAROLE SUSSURRATE

SEMINANDO IL VIRUS DELL’IRONIA

ANTI-CORPO DELLA LOGICA DISCORSIVA

IL GIOCO DE TORA

E’ UN GIOCO SENZA H

SULLA TORAH DI MOSE’

IL GIOCO SULLA PAROLA

ESSENZA DEL MONDO

E COSI’ NASCE IL DIALOGO

IN CODICE...

DA VIRTUOSO

DELL’INTUIZIONE CRITICO-VISIVA

L’ARTISTA

NE SPINGE IL CONTENUTO

SEMPRE AL DI LÀ DELL’IMMAGINE

SI TRATTA SÌ, DI PITTURA

MA COME PURA COSCIENZA:

ESSERE L’AGIRE SENZA FINE

PER VIVERE IL VISIVO SENZA FONDO.

 

Pierre Restany-1984

inserito nel catalogo della mostra antologica

Museo Civico di Gallarate (Varese) 1993 

ODE TO DE TORA

 

WON’T BE TOTAL

A RECOVERY OF GEOMETRY

A SWEET EXISTENTIALIST ANGOISH

SPREADS HONEY

ON THE EXTENDED ROTHKO PERSPECTIVES

THE ONEIRIC DIMENSION

ANIMATES IN THE BOTTOM THE EVIDENTLY ELEMENTARY

STRUCTURES

THE GESTUAL GHOSTS

CRACK THE PREGNANT MAJESTY

OF THE INVERTED TRIANGLES

STRANGE ALCHEMY OF WHISPERED WORDS

SOWING THE VIRUS OF IRONY

ANTI-BODY OF DISCOURSIVE LOGIC

THE DE TORA GAME

IS A FAME WITHOUT THE H

ON MOSES’ TORAH

A GAME ON THE WORD

ESSENCE OF THE WORLD

AND THUS DIALOGUE IS BORN

IN A CODE...

AS A VIRTUOSO

OF THE CRITIC-VISUAL INTUITION

THE ARTIST

PUSHES THE CONTENTS

ALWAYS BEYOND THE IMAGE

IT CONCERNS, YES PAINTING

BUT AS A PURE CONSCIENCE:

TO BE ACTING ENDLESSLY

TO LIVE THE VISUAL FATHOMLESSLY.

 

 

Pierre Restany- 1984

From the catalogue for the anthological Exhibition

Museo Civico di Gallarate (Varese )1993

(translated by Sergio Williams)

 

From theexhibitioncatalog

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