2018

Spazio, Geometrie del tempo mostra personale

Palazzo delle Arti di Capodrise (CE)

Curatori: Michelangelo Giovinale, Tiziana De Tora, Marco Papa

10 marzo

14 aprile

Nell'ambito della mostra il 24 marzo 2018 si è tenuta conferenza su La città visibile: Capodrise contemporanea con la partecipazione anche della prof.ssa Gaia Salvatori dell'Università Vanvitelli

Testi di presentazione dei curatori

MICHELANGELO GIOVINALE

L’arte può, attraversare, interpretare, decodificare l’infinito matematico, risolvere il significato di un’articolata geometria, svelare agli occhi dell’uomo l’incanto di un segno che attraversa la purezza di una campitura che ha un colore d’infinto. Rigoroso come un Leonardo Fibonacci dei tempi moderni, l’opera di Gianni De Tora è l’espressione di una complessa equazione, tra due contenuti o, meglio ancora, incognite, quasi sempre variabili fra l’uomo e lo spazio. Una ricerca che lo porterà negli anni a riflettere attraverso l’esperienza della pittura geometrica, sul senso della vita, frequentemente in precario equilibrio fra uno spazio tanto interiore quanto esteriore dell’uomo e del mondo. La mostra “Spazio, geometrie del tempo” si inserisce nella lunga ricerca di senso che il Palazzo delle Arti di Capodrise sta sviluppando, nell’ambito della rassegna “In cerca del Padre”. Una indagine contemporanea sulla crisi di valori e di identità. Attraversare l’opera di Gianni De Tora, fra scansioni ritmiche, intervallate da rette e campiture cromatiche che solidamente strutturano le sue opere, equivale a recuperare il senso di un viaggio, che vuole restituire all’uomo una visione del mondo umana, nell’esperienza di una pittura che per l’artista è stato un continuo dialogo con gli eventi del suo tempo e che torna, ancora oggi, attuale nel nostro. Questa sua personale modalità di ordinare e dialogare con lo spazio, tanto visivo quanto mentale, prima ancora che essere un mero “fare ordine”, è una necessità che l’artista sente come recupero di una esigenza primaria della vita, in contrapposizione ad un “fare ordine” massivo che il pensiero moderno impone all’uomo, nel “disordine “ globalizzato del mondo e della modernità. Ed è, quella di Gianni De Tora, un’esperienza artistica che, avvalendosi di continui riferimenti matematici e articolati incastri geometrici, ci restituisce un profondo senso di libertà e, con essa, il recupero di forme esistenziali dell’uomo che riflettono una visione essenziale della vita, arcaica, scevra da compromessi. Attraverso l’esperienza artistica di De Tora, la città di Capodrise, si avvia a riflettere sul tema dello “spazio urbano” che possa, nella sua evoluzione futura, essere luogo di equilibrio di forme e di contenuti, di memorie storiche e di nuove visioni future. Un progetto a cui l’artista ha dedicato gran parte della sua ricerca artistica, in anni di intese lotte politiche e forti tensioni sociali, e che questa mostra ripropone, in un allestimento che porta all’attenzione del pubblico le sue ultime opere, tra cui “Art for peace” e “The World”. Due opere in carta intelata, del ciclo della serie sull’America, realizzate con la figlia Tiziana, prima della sua prematura scomparsa. Prelevato dallo studio dell’artista, sarà esposto in mostra, il suo tavolo da lavoro. Conserva intatti i segni del suo percorso artistico, stratificati nel tempo. Ed anche nel disordine e nella casualità, propri di un tavolo d’artista, resistono, con preciso rigore, i resti della sua pittura, come note a margine di un foglio. La descrizione, che dà di questo tavolo, Marco Papa, è quella di un “Pollock geometrico”. Una definizione appropriata che coniuga due polarità della vita di Gianni De Tora: il suo essere uomo mediterraneo, con il suo inseparabile “panama bianco”, e il suo vivere nel rigore geometrico che l’artista ha saputo portare ,compiutamente, a estrema sintesi. Tiziana, unica figlia di Gianni De Tora, raccoglie il desiderio del padre di completare questo suo ultimo ciclo di lavori, destinati agli Stati Uniti. La stesura di colori primari si innesta in quelli secondari, in un scenario di verticalità che struttura le due opere. E’ quasi lo sviluppo di una pellicola cinematografica impressa nella memorie dell’artista, con il ricordo al crollo delle “Torri Gemelle”, in un’opera e la rievocazione, nell’altra, della scalata di King Kong, nel film di Guillermin del 1976. Contrasti, paradossi della modernità, citazioni di storia, di sociale, di immagini che interrogano l’artista come punti di domanda. Ancora una volta ritorna un quesito, una equazione da risolvere. quale sarà il nostro futuro? Restano le due varianti: l’uomo e lo spazio.

Art can cross, interpret, decode mathematical infinity, solve the meaning of an articulated geometry, reveal to the human eyes the enchantment of a sign that crosses the purity of a pattern that has a color of infinity . Rigorous as a Leonardo Fibonacci of modern times, the work of Gianni De Tora is the expression of a complex equation, between two contents or, better still, unknowns, almost always variable between man and space. A research that will lead him over the years to reflect through the experience of geometric painting, on the meaning of life, frequently in a precarious balance between a space both interior and exterior of man and the world. The exhibition "Space, geometries of time" is part of the long search for meaning that the Palazzo delle Arti of Capodrise is developing, as part of the exhibition "In search of the Father". A contemporary investigation on the crisis of values and identity. Crossing the work of Gianni De Tora, including rhythmic scans, interspersed with straight lines and chromatic backgrounds that solidly structure his works, is equivalent to recovering the meaning of a journey, which wants to give man a vision of the human world, in the experience of a painting that for the artist has been a continuous dialogue with the events of his time and that still today is actual in our. This personal mode of ordering and dialoguing with space, both visual and mental, even before being a mere "ordering", is a necessity that the artist feels as a recovery of a primary need of life, as opposed to a " to make massive "order that modern thought imposes on man, in the globalized" disorder "of the world and modernity. And it is that of Gianni De Tora, an artistic experience which, making use of continuous mathematical references and articulated geometric joints, gives us a profound sense of freedom and, with it, the recovery of existential forms of man that reflect an essential vision of life, archaic, free from compromises. Through the artistic experience of De Tora, the city of Capodrise, he sets out to reflect on the theme of "urban space" that can, in his future evolution, be a place of balance of forms and contents, of historical memories and new visions future. A project to which the artist has dedicated a large part of his artistic research, in years of intended political struggles and strong social tensions, and which this exhibition proposes again, in an installation that brings his latest works to the attention of the public, including "Art for peace" and "The World". Two works in intelate paper, from the series of the series on America, made with her daughter Tiziana, before her premature death. Taken from the artist's studio, his work table will be exhibited. It preserves intact the signs of its artistic path, stratified over time. And even in the disorder and randomness, typical of an artist's table, the remains of his painting resist, with precise rigor, like notes on the margin of a sheet. The description of this table, Marco Papa, is that of a "geometric Pollock". An appropriate definition that combines two polarities of the life of Gianni De Tora: his being a Mediterranean man, with his inseparable "white Panama", and his living in the geometric rigor that the artist has been able to bring, completely, to an extreme synthesis. Tiziana, Gianni De Tora's only daughter, collects her father's desire to complete this latest series of works, destined for the United States. The drawing of primary colors is grafted into the secondary ones, in a verticality scenario that structures the two works. It is almost the development of a cinematographic film impressed in the memories of the artist, with the memory of the collapse of the "Twin Towers", in a work and the re-enactment, in the other, of the climb of King Kong, in Guillermin's film 1976. Contrasts, paradoxes of modernity, citations of history, of social, of images that question the artist as question marks. Once again a question returns, an equation to be solved. What will be our future? The two variants remain: man and space.

 

TIZIANA DE TORA

In cerca di mio padre

Un ARTISTA rigoroso. Mai passivo al compromesso e alla compiacenza.
Un UOMO dalla personalità eclettica.
Un INTELLETTUALE impegnato e partecipe delle svolte socio-politiche e culturali del nostro tempo.
La GEOMETRIA il suo linguaggio primario.
La RICERCA la sua legge morale.
Il DIALOGO ed il confronto i punti cardine del suo operato.
Un UOMO LIBERO: dagli stereotipi e dalle etichette, aperto alle collaborazioni con artisti di tutte le generazioni, maestri, giovani o studenti.
Un ESTETA dell’architettura sociale, dalle tinte accese di un animo mediterraneo.
Un ARTISTA MODERNO, un visionario e un sognatore.
Un POETA dello spazio.

In search of my father

A rigorous ARTIST. Never passive to compromise and complacency.
A MAN with an eclectic personality.
A committed INTELLECTUAL and participant in the socio-political and cultural turning points of our time.
GEOMETRY its primary language.
RESEARCH its moral law.
DIALOGUE and comparison are the key points of his work.
A FREE MAN: from stereotypes and labels, open to collaborations with artists of all generations, masters, young people or students.
A SUMMER of social architecture, with bright colors of a Mediterranean soul.
A MODERN ARTIST, a visionary and a dreamer.
A POET of space.

 

MARCO PAPA

A misura d’uomo

Come accedere a una stanza, quando accoglie ed abbraccia?
Cos’è una città, se non il luogo di mille stanze?
Io, tu, noi, ognuno ad indicare: il dove assume un fine, diventando un chi.
Chi abita lì? Chi ci vive? Chi ci lavora?
Cos’è un codice, se non il modo di rispondere a una domanda?
E ogni domanda nasce dall’esigenza di comunicare.
Nasce da una riflessione sul tempo e lo spazio, sulla memoria e l’evoluzione.
Sul rispetto delle misure: quanta luce c’è tra noi? Cosa produce la distanza?
Quanto siamo vicini?
La verità comune ci spinge ad adunarci, a renderci cortesi, ad abitare insieme.
Scolpiamo il nostro altare, facendo sacrifici, per essere felici di esistere e coesistere.
Trasformiamo competenze.
Ci industriamo per potere, perché avere non ci basti.
E il dovere?
Si, dobbiamo! Stare attenti a dove andiamo.
Troppo in alto per cadere.
Ma è dal basso che si parte: dalla terra che si stende sotto i piedi.
È un tappeto che ci invita a ragionare.

On a human scale

How to enter a room, when it welcomes and embraces?
What is a city, if not the place of a thousand rooms?
I, you, we, each to indicate: where it takes on an end, becoming a chi.
Who lives there? Who lives there? Who works there?
What is a code, if not the way to answer a question?
And every question stems from the need to communicate.
It comes from a reflection on time and space, on memory and evolution.
On compliance with the measures: how much light is there between us? What does the distance produce?
How close are we?
The common truth urges us to gather, to make ourselves courteous, to live together.
We sculpt our altar, making sacrifices, to be happy to exist and coexist.
We transform skills.
We work hard to be able, because having not enough for us.
And the duty?
Yes, we must! Be careful where we go.
Too high to fall.
But it is from the bottom that we start: from the earth that lies beneath our feet.
It is a rug that invites us to reason.

Marco Papa - Tiziana De Tora - Michelangelo Giovinale - Maria Stefania Farina De Tora

giannidetora.org
  • Facebook Classic
  • Twitter Social Icon
  • YouTube Classic

 GDT again and forever- ©iOdesign Free Creative Assect

©Eredi De Tora - 2015-2019

Graphic & web project: iOdesign Free Creative Assect

www.iodesign.biz